Lucca vince la sfida nell'agroalimentare. Nei primi sei mesi + 1,3%.

Gli ultimi 5 anni hanno visto il nostro territorio realizzare un boom nelle esportazioni.

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L'agroalimentare della provincia di Lucca continua a volare all'estero. Dopo aver sfondato, per la prima volta, il tetto dei 317 milioni di euro di export nel 2017, record storico, la domanda di olio, vino & Company continua a crescere inarrestabile sui mercati stranieri come confermato i dati di Istat nel secondo trimestre del 2018. Le esportazioni, nei primi sei mesi dell'anno in corso sono state l'1,3% in più rispetto ad un anno prima con un incremento di 2 milioni di euro. L'agroalimentare lucchese viene da un quinquennio d''oro con le esportazioni che sono passate dai 264 milioni di euro del 2013 ai 306 milioni del 2017 con un balzo del 16%. "A trainare questo dato è il mix di varietà agroalimentare che caratterizza la nostra agricoltura  – analizza Andrea Elmi, Presidente Coldiretti Lucca – Si tratta di un ottimo risultato che conferma le potenzialità del nostro agroalimentare a tavola. Le esportazioni, se andiamo a comparare i dati, si sono stabilizzate intorno ai 300 milioni di euro nell'ultimo triennio. Il cambio di passo c'è stato a cavallo tra i 2014 ed il 2015. Da allora i nostri prodotti hanno iniziato a circolare con costanza sui mercati stranieri. Il nostro principale bacino di attenzione è quello Europeo che catalizza il 50% delle richieste ma anche in America andiamo molto forte. La forza delle nostre produzioni non è nella quantità ma nella qualità e nella straordinaria varietà agroalimentare con 80 prodotti agricoli tradizionali censiti e ben due Dop, quella per il neccio e l'olio extravergine".

Il trend di crescita è stato continuo e progressivo negli ultimi cinque anni. Le esportazioni sono passate da 264 milioni del 2013 a 268 milioni nel 2014 per toccare la cifra record di 317 milioni nel 2015 e stabilizzarsi i due anni successivi intorno ai 306 milioni di euro. A spingere le esportazioni è, come anticipato, il mercato europeo con la Germania che da sola catalizza intorno ai 35milioni di euro anche se, l'ultimo dato disponibile, lascia intravedere una piccola flessione di circa 3 milioni di euro. Molto interessante anche l'interesse da parte dei mercati americani dove l'agroalimentare lucchese viaggia stabile intorno ai 115 milioni di euro rappresentando il secondo macro mercato mondiale con un leggerissimo incremento nei primi sei mesi dell'anno del 2%. "Il nostro agroalimentare dimostra grande capacità di penetrazione – conclude Elmi – ma è altrettanto importante, soprattutto in questa fase di espansione, continuare, come sistema paese, a tutelare e difendere il nostro Made in Italy da agropirateria, concorrenza sleale e prodotti tarocco che penalizzano molto di più di quello che possiamo credere la nostra economia agricola". 

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