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Si celebra il grande aviatore lucchese Carlo Del Prete, a 90 anni dalla trasvolata Italia – Brasile.

Si svolgerà sabato prossimo 24 novembre dalle ore 10 nella cappella Guinigi.

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Si svolgerà sabato prossimo 24 novembre dalle ore 10 nella cappella Guinigi del Complesso di San Francesco a Lucca una giornata commemorativa in occasione del 90esimo anniversario dalla trasvolata Italia – Brasile e morte dell'insigne aviatore lucchese Carlo Del Prete.

Dopo i saluti istituzionali parleranno il colonnello Vittorio Lino Biondi, il giornalista e storico Paolo Bottari, il prof. Nicola Lattanzi di IMT Lucca, Stefano Giorlani presidente del Rotary Club di Lucca, Nelita Begliuomini presidente del APSP “Carlo Del Prete”. Interverranno inoltre l'ing. Carlo Ferrarin, figlio di Arturo Ferrarin, copilota dell'impresa transatlantica, l'ammigraglio Gianfranco Cupini, figlio del generale di squadra aerea Ranieri Cupini e Alessandra Zita Del Prete, nipote dell'aviatore.

Carlo Del Prete (Lucca, 21 agosto 1897 – Rio de Janeiro, 16 agosto 1928) è stato un aviatore italiano, medaglia d'oro al valore aeronautico.

Carlo fu erede di un'influente famiglia lucchese. Il padre, Lorenzo, era un medico con importanti cariche cittadine, tra cui quella di sindaco. La madre, Fedilla Francini, invece, era di Fazzano, frazione di Fivizzano, dove Carlo, da bambino, era spesso ospite nella villa dei nonni, dei proprietari terrieri benestanti. Dopo gli studi classici affrontati brillantemente presso il ginnasio-liceo "Machiavelli", intraprese la carriera militare iscrivendosi all'Accademia Navale di Livorno. Ancora allievo partecipò ad alcune operazioni della Guerra di Libia. Allo scoppio della prima guerra mondiale venne destinato dalla Regia Marina in Adriatico, prima sulla nave da battaglia Giulio Cesare e poi sull'esploratore Aquila. Nella notte tra il 10 e l'11 febbraio 1918 partecipò con la propria nave con Gabriele D'Annunzio alla beffa di Buccari, ove scortò i Mas fino alle bocche del Carnaro e rimase a proteggerli fino all'alba successiva.

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