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La ripresa del mercato del credito sembra proseguire anche nel 2018

Giorgio Bartoli e Giuliano Dini presetano l'analisi sul mercato del credito

| Categoria: Economia | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Tassi d'interesse alti a Lucca

Lucca, 11 aprile 2018 – La ripresa del mercato del credito in provincia di Lucca che è stata registrata nel 2017, sembra proseguire anche nel 2018. Questa mattina alla Camera di Commercio di Lucca durante il Convegno annuale sul credito, dopo l’intervento del Presidente della Camera di Commercio di Lucca, dott. Giorgio Bartoli, è stata presentata dal dott. Giuliano Dini, già direttore della filiale di Lucca della Banca d’Italia, l’analisi dei principali andamenti degli aggregati creditizi nell’anno 2017, desumibili dalle informazioni statistiche ufficiali della Banca d’Italia.

La struttura del sistema bancario lucchese, continua ad essere oggetto di interventi di razionalizzazione e riorganizzazione volti al contenimento dei costi e a fronteggiare la crescente concorrenza: a Lucca si assiste ad un lento ma continuo ridimensionamento della rete di sportelli, scesi a n. 222 sportelli al 31.3.2018 (n. 269 nel 2011). La clientela continua ad adeguarsi al nuovo contesto, utilizzando sempre di più gli strumenti informatici, come i POS-Point of sale, gli ATM-sportelli bancomat e l'Home e Corporate banking nonché il Phone banking, ponendo Lucca nella fascia alta delle province più attive.

La raccolta del risparmio resta un elemento di forza del territorio, anche in virtù dei livelli raggiunti in passato: grazie ai buoni risultati del 2017, Lucca si colloca in prima posizione regionale (dopo Firenze). I depositi e il risparmio postale sono cresciuti del 5,7% nel corso dell’anno, portandosi a quota 8.856 milioni euro e la raccolta indiretta è aumentata dell’8,3%, raggiungendo 6.005 milioni di euro a fine anno -principalmente sotto forma di "titoli a custodia" e in "gestione": l’aumento complessivo del risparmio bancario è stato superiore alla media italiana, toscana e di tutte le province vicine e ha riguardato sia le famiglie che i diversi settori economici, per un miglioramento della liquidità aziendale e per accantonamento per investimenti.

Le forti difficoltà attraversate negli ultimi anni dall'economia nazionale e provinciale, più che altrove, hanno determinato una progressiva riduzione dei crediti. Nel 2017, a Lucca - unica in Toscana con Firenze - il ciclo negativo si è invertito, sia per un miglioramento del “manifatturiero” e dei “servizi”, sia per la crescita del credito a medio e lungo termine per investimenti, specie per “Industria 4.0”.

Gli impieghi vivi (9.227 milioni di euro), al netto delle sofferenze e insoluti, hanno registrato un aumento del 2,7% (proseguito a gennaio 2018 con un +2,8%), collocando Lucca al livello più elevato in Toscana e sopra la media italiana. Si è trattato di un primo vero segnale di ripresa dopo diversi anni di diminuzione la quale, peraltro, prosegue per la Toscana e per la media italiana.

La ripresa ha riguardato in primo luogo il credito alle imprese (l’insieme dei settori economici e in particolare le imprese “sopra 20 addetti”) cresciuto del +4,2%. L’aumento del settore “manifatturiero” (+7,9%) e dei “servizi” (+5,7%) supera tutte le aree di confronto, mentre quello delle famiglie consumatrici (+2,0%) è stato più contenuto. Le unità produttive minori (famiglie produttrici e artigiani), invece, hanno visto diminuire ancora il proprio ammontare di credito (-5,9%) a comprova delle difficoltà ancora persistenti.

“Le nuove linee guida della BCE da una parte e la scarsa reddittività del credito bancario dall’altra – ha dichiarato Giorgio Bartoli, Presidente della Camera di Commercio di Lucca – potrebbero comportare in un prossimo futuro una riduzione delle erogazioni che potrebbero andare a colpire soprattutto le micro e le piccole medie imprese”

L’aumento degli impieghi è dovuto principalmente ai finanziamenti a medio e lungo termine (consistenza a fine dicembre: 7.780 mln di euro; +5,0%), con erogazioni complessive nell’anno pari a 3.255 mln di euro (+21,4%), un importo superiore a tutte le aree di confronto, soprattutto per investimenti in “macchine, strumenti e attrezzature” (+37,4%), “acquisto beni durevoli famiglie consumatrici” (+12,4%) e “investimenti finanziari-altri”. I finanziamenti per “acquisto e costruzione abitazioni famiglie consumatrici”, cresciuti del +1,3% nell’anno a 2.567 mln di euro, hanno registrato erogazioni complessive per 360 mln di euro, in flessione del -2,5% rispetto al 2016. Anche il credito al consumo (938 mln di euro) ha registrato un aumento di rilievo (+7,1%), che resta però tra i più bassi della regione. Si assiste, pertanto, da una parte a una ripresa dei settori economici e, dall’altra, a una diffusa prudenza di spesa delle famiglie consumatrici e a una criticità media per le unità economiche più piccole.

Le sofferenze provinciali (1.347 mln di euro) si sono ridotte in maniera rilevante (-22,3%), soprattutto a fine anno 2017, in linea con le direttive della vigilanza europea riguardante i “Non performing loans”. Pertanto il deciso risanamento degli attivi bancari, iniziato nel 2016, ha determinato un contenimento delle posizioni in default (tasso di decadimento più favorevole a Lucca che nelle aree vicine).

L’alto tasso dei crediti comunque in difficoltà (sofferenze, scaduti incagliati, ristrutturati in rapporto ai crediti a inizio periodo) che, seppur in diminuzione, resta elevato (21,782%) e superiore alla media toscana è la prova che le difficoltà dell’economia lucchese non sono ancora superate. Tale situazione si è riflessa sui tassi di interesse risultati, per Lucca, generalmente superiori a quelli praticati nelle aree vicine, soprattutto per i comparti ancora in difficoltà.

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