Le squadre toscane

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La Toscana vanta un gran numero di squadre nel calcio professionistico e ciò dimostra lo stato di salute e le capacità di pianificazione presenti sul territorio. In Serie A, vediamo la sola Fiorentina di Montella a difendere i colori della regione nel massimo campionato; mentre in serie B, c’è una carovana di toscane. Due fra tutte sono protagoniste di un derby accesissimo: Livorno e Pisa, il primo datato 26 ottobre si è chiuso con la vittoria dei livornesi. L’altra squadra “nobile” che non sta disputando il campionato di serie B di vertice che gli addetti ai lavori si attendevano, è il retrocesso Empoli, orfano del suo ex bomber Caputo passato al Sassuolo.

Situazione in Lega Pro e serie D 

Nonostante un avvio un po’ claudicante, la maggior parte delle quote di calcio del panorama nazionale, giornalisti ed esperti, danno gli uomini di D’Angelo come protagonisti assoluti per un pronto ritorno in Serie A e che farebbe quindi compagnia alla Fiorentina. Non potrebbe essere altrimenti, potendo contare su giocatori del calibro di Mancuso, Antonelli (ex Milan), La Gumina, Dezi, insomma un organico che potrebbe già da quest’anno partecipare al massimo campionato. 

In Lega Pro, il numero delle toscane è maggiore: Arezzo, Carrara, Piancastagnaio (SI), Pistoia, Pontedera (PI) e Siena, sono le sei squadre toscane rappresentate in Lega Pro, nel combatuttissimo girone A. Per ciò che concerne la Serie D, le società del granducato, non appartengono allo stesso gruppo, ma affronteranno squadre piemontesi, liguri e lombarde (per lo più). Sono ben 15, le compagini toscane che tenteranno il grande salto tra i professionisti: due su tutte le nobili “decadute” Lucchese e Prato che si daranno filo da torcere nel girone A, oltre a queste troviamo Ghivizzano, Real Forte Quarceta, Seravezza, Aglianese, Aquila Montevarchi, Follonica, Grosseto e poi ancora Ponsacco, Scandicci, Tuttocuoio, Tavarnelle e Sangiovannese, per una Lega Pro che parla ampiamente toscano, essendo la terza regione più rappresentata, dietro a Lombardia con 25 squadre e Veneto, con 16.

Prospettive future e bilanci per la Lucchese

Stadio, settore giovanile e bilanci in regola. Da qui vuole ripartire la Lucchese del neo presidente Bruno Russo, questa la sua ricetta per rilanciare la “Pantera” nel calcio che conta e dove dovrebbe essere il suo posto di diritto. Indimenticabili i fasti della B degli anni ‘90, in cui militò per nove anni consecutivi in cadetteria, sfiorando per due volte la promozione in massima serie. L’obiettivo primario dell’imprenditore ex calciatore proprio della Lucchese con cui vanta più di 300 presenze è molto chiaro: il rifacimento e rinnovo dello Stadio Porta Elisa, rendendo questa struttura funzionale 12 mesi all’anno, non solo in ambito sportivo, ma anche fieristico, musicale e culturale. Il presidente vorrebbe creare dunque un “cerchio virtuoso” con al centro la struttura del Porta Elisa, che diventerebbe risorsa anche economica per poi investire nel settore giovanile sulle tracce del modello dell’Empoli che tanto piace alla società lucchese. Russo non dimentica il passato ed oltre al moderno riferimento che è l’Empoli, il presidente sembra voler riproporre un modello che ha tanto funzionato a Lucca negli anni ‘90: la Lucchese di Maestrelli, ovvero un impianto fondato su quattro figure fondamentali che godevano di reciproca fiducia e stima, questi erano il presidente, il team manager, il direttore sportivo e il segretario. 

La strada è lunga, in Toscana c’è tanta concorrenza, ma allo stesso tempo c’è tanta passione. Sicuramente il presidente Bruno Russo, gran conoscitore di calcio, saprà indirizzare la società verso un futuro che non può che migliorare. 

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