La dignità della lingua italiana

| di Mirko Mugnani
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L’inglese, lo spagnolo, il francese, sono tutte lingue importanti ed essenziali, all’interno di molti stati europei.
L’italiano, però, da un punto di vista storico e letterario, ha una marcia in più.

Basti vedere, ad esempio, l’utilizzo che ne fecero numerosi autori, scrivendo in “volgare” antico.

Dante Alighieri, uno dei principali rappresentanti di questa corrente, ha lanciato (attraverso la divina commedia) un nuovo modo di fare arte. Un’arte che nasce dal cuore, e che si concretizza nello spirito. Nel corso del rinascimento, e durante tutto il romanticismo, la lingua italiana ha avuto un ruolo fondamentale per la cultura e per il mondo intero.

Numerosi autori hanno incoronato la nostra patria come custode di un’illustre sapienza, che per secoli non si è mai inclinata. I fasti di un passato che abbiamo vissuto sono però eclissati, attualmente, da una crisi economica senza precedenti.

Lo spread, il lavoro che non c’è, le innumerevoli crisi personali, stanno affondando un paese che per anni ha brillato di arte e storia.

Ma perché sta accadendo tutto ciò?

Naturalmente le colpe collettive non mancano, ma la causa scatenante di quanto espresso è stata la crisi economica del 2008, che da un livello puramente finanziario si è ben presto riverberata nella vita di tutti i giorni, impoverendo intere famiglie, aziende e realtà locali.

Partendo da tale presupposto, possiamo capire come anche l’arte e la cura del nostro patrimonio artistico, ne abbia risentito. Quante volte abbiamo sentito dire “con la cultura non si mangia”... in realtà è falso.

Come è falso che la lingua italiana vada relegata, ad una semplice materia di serie B. Perché saper esprimere concetti, comunicare ed esporre al meglio una propria idea, attraverso un linguaggio consono allo scopo, dev’essere in primis una componente fondamentale ed essenziale del nostro vivere, in tutte le circostanze.

Il linguaggio italiano, a detta di tutti, permette un’espressione a 360 gradi di tutti i sentimenti e le sensazioni possibili e immaginabili.
Anche per questo, si rivela per molti una delle lingue più complesse da scrivere, da imparare e da comprendere. Una difficoltà, che nasce senza dubbio dalla varietà di un vocabolario denso di termini e di significato, spesso di rara bellezza e raffinatezza. In tutto il mondo, di fatto, siamo apprezzati per la sintassi fuori dal comune, che per secoli ha fatto scuola in tutti gli stati del mondo conosciuto.
Dobbiamo, quindi, ritrovare quel rispetto per noi stessi, che il mondo economico ha spazzato via.

Mirko Mugnani

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