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IdV, raccolta firme contro il gioco d'azzardo: "È una piaga"

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Italia dei Valori in Piazza per raccogliere firme per una proposta di legge utile ad abolire il gioco d'azzardo.
“Attualmente, il gioco d'azzardo risulta essere la terza industria per fatturato, in Italia – sostengono i rappresentanti di IdV – Questa piaga, perché di piaga si tratta, rovina intere famiglie e porta persone disperate a compiere gesti sconsiderati”.

“Il dato scioccante – continuano – è che nonostante la crisi, questo processo continui inesorabile in modo esponenziale, “contagiando” sempre più persone disagiate che sperano di fare il colpo della vita tra slot, bingo e ogni altro tipo di azzardo”.

“Un altro dato rilevante, è il proliferare della microcriminalità organizzata che nasce intorno a certi ambienti: usurai, racket, avvoltoi sociali sguazzano in un simile scenario, e noi vogliamo lottare per combattere questo fenomeno. Senza considerare poi la svalutazione degli immobili vicini a certi “centri di gioco”. Siamo di fronte ad un vero e proprio fenomeno che sta dilagando e il Governo non può più vestire i panni di Stato-biscazziere. È il momento di intervenire ed abolire il gioco d'azzardo”.

IdV usa il pugno duro conto il dilagare delle “sale-slot” e decide di raccogliere firme per una proposta di legge che possa abrogare definitivamente l'attuale legge sul gioco d'azzardo.

“Al Mondo siamo secondi solo a USA e Giappone – proseguono i rappresentanti di IdV – Sarebbe meno dannoso se lo Stato cessasse di concedere migliaia di licenze per le “sale-slot” e rilasciasse invece qualche concessione per Casinò. Ciò potrebbe contrastare anche un altro fenomeno preoccupante: il binomio sempre più saldo di sale-slot e compro-oro. La gente si impoverisce, per tentare il colpo si impoverisce ancora di più vendendo i propri gioielli e monili in oro... Poi, sull'orlo della rovina, c'è perfino chi arriva togliersi la vita per la disperazione. Quello a cui assistiamo - concludono -  non è solo un impoverimento economico, ma anche, e soprattutto, morale. E la colpa è del gioco d'azzardo. Non è più il gioco del divertimento, ma della disperazione”.

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