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Movimento ABC: “Sul compostaggio un silenzio assordante”

La Redazione
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Dopo anni di inerzia, si torna a parlare di un tema strategico per il territorio di Capannori. Lo fa Alessio Ciacci, candidato sindaco del Movimento Alleanza per i Beni Comuni che, in una nota minuziosa, parte da un’analisi del problema fino a svelare le soluzioni più innovative e compatibili per l’ambiente.

”Difficile che i partiti politici possano mettersi d’accordo vista l’enorme discrepanza di posizioni e proposte sul tema del compostaggio – afferma Ciacci -  dato che non c’è stata possibilità né di accordi né di una progettazione partecipata:  il territorio perde così risorse ed opportunità di lavoro. Da 30 anni, purtroppo, a Capannori si discute di dove localizzare l’impianto di compostaggio, assistendo a  un rimpallo di responsabilità tra sindaco e partiti riguardo la disposizione del sito su cui dovrà essere realizzato un impianto di digestione anaerobica per il trattamento della frazione umida delle raccolte differenziate comunali. Purtroppo il pantano generato ad arte – sottolinea Ciacci -  che coinvolge anche il decisore provinciale fermo al palo attendendo un consiglio comunale decisivo che il vicesindaco Luca Menesini - leggiamo - vuole rimandare a dopo le elezioni, serve per tener ferma la situazione favorendo chi oggi riceve il materiale fuori provincia e facendo perdere alla comunità centinaia di migliaia di euro ogni anno e preziose occasioni di posti di lavoro”.

Prosegue Ciacci: “La maggioranza uscente vuole continuare a imporre una soluzione tecnologica basata su grandi dimensioni, con produzione di biogas da fermentazione anaerobica di sostanze umide: noi diciamo, invece:  perché ostinarsi ad andare avanti con questa ipotesi progettuale bloccando per decenni la situazione con ben poche possibilità di risoluzione? Perché in questa situazione continuare a non trovare soluzioni alternative, facendo ipotesi progettuali da oltre 10 milioni di euro di soldi pubblici, quando è possibile fare scelte più oculate meno impattanti, ecologicamente sostenibili e soprattutto veloci da realizzare?”.

Un’occhiata, quindi, ai dati : ”Ogni anno i cittadini di Capannori pagano 500 mila euro per conferire l’organico ad altri impianti e  si perdono  risorse e occasioni di lavoro: solo una scelta tecnologica diversa e in accordo con la cittadinanza, sbloccherà l’annosa questione, andando a chiudere definitivamente il circolo virtuoso della raccolta differenziata”. Dai numeri, infine, alle proposte: “Abc propone un nuovo paradigma progettuale che non cali dall’alto una megastruttura ma che parta con una immediata progettazione partecipata e distribuita – va avanti Alessio Ciacci – ed è per questo che intendiamo presentare alla cittadinanza il nostro progetto in un prossimo incontro pubblico in cui saranno illustrati i vantaggi ecologici, economici ed occupazionali della soluzione tecnologica proposta dal nostro Movimento”.

Conclude Ciacci: “A Capannori potremmo partire da aree già a disposizione dell’amministrazione comunale  evitando di spostare continuamente l’organico: perché  non avviare  esperienze di questo tipo anche a Capannori? Tutti avrebbero vantaggi e si eviterebbe di trasportare fuori provincia  il nostro prezioso organico dovendolo pergiunta pagare”.

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