La Guardia di Finanza di Lucca ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Lucca nei confronti del lucchese M.D.D. di 52 anni e di M.B., 45enne di origini romane.
I reati contestati vanno dalla bancarotta fraudolenta, alla bancarotta documentale, dalla falsità ideologica a quella materiale, nonché dall’emissione di fatture soggettivamente inesistenti, alla distruzione delle scritture contabili e all’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.
Il quadro accusatorio, decisamente articolato, è il risultato della qualificazione giuridica di una serie di condotte illecite, secondo gli inquirenti particolarmente ingannevoli.
In particolare i due imprenditori arrestati avrebbero distratto denaro dalla società MA.GI.PLAST SRL, dichiarata fallita nel 2013 dal Tribunale di Lucca, per circa 120.000 euro, attraverso il ricorso a molteplici pagamenti senza causa del tutto ingiustificati. Avrebbero inoltre impiegato amministratori di facciata a copertura di quelli di fatto utilizzando persino una carta di identità falsa da parte per indurre in errore notai e uffici pubblici.
Falsi anche i verbali assembleari e la sede legale (inesistente). Gli indagati, oltre a quanto descritto, hanno sottratto e distrutto la contabilità sia in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari, sia al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto.
Il passaggio di dipendenti, nonché la cessione di attrezzature ed avviamento ad una società compiacente che aveva stessa sede ed oggetto sociale della fallita, a titolo gratuito, nonostante un debito tributario di 1.607.000 euro della MA.GI.PLAST SRL, vale come ulteriore dimostrazione del proposito fraudolento degli amministratori ed è indice della pericolosità della condotta ascritta agli indagati sulla base della quale sono state applicate le misure cautelari restrittive.
Denunciati a piede libero anche altri due indagati, rispettivamente di Livorno e Roma.

