"La Tares? Così non funziona. Tassa da ripensare". Parla il direttore della confcommercio Rodolfo Pasquini.

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Continuano a pervenire agli uffici di Confcommercio, da parte degli imprenditori di molte zone del territorio provinciale, lamentele per gli esborsi a cui sono costretti dalla Tares, la nuova tariffa sui rifiuti su cui l’associazione sta combattendo una serrata battaglia da mesi con le varie amministrazioni locali. Proteste, queste, che inducono il direttore Rodolfo Pasquini ad alcune riflessioni di carattere generale sull’argomento: “Si parla tanto di ripresa" dice Pasquini "ma è evidente come l'aumento della pressione fiscale sia incompatibile con essa. In certi Comuni la Tares è stata applicata al massimo possibile, con il risultato per quegli imprenditori ancora soggetti alla vecchia Tarsu, antecedente la Tia, di essersi visti raddoppiare i costi rispetto all’anno scorso. Stante l’attuale situazione economica, ciò non è accettabile. Per questo chiediamo al governo di ripensare struttura e applicazione di una tassa che grava pesantemente sulle imprese e penalizza alcune attività rispetto ad altre”. 

“Chiediamo" aggiunge Pasquini "ai Comuni, per le loro competenze, la revisione dei coefficienti del tributo, la ridefinizione dei costi del servizio con le società erogatrici per la riduzione delle tariffe, l'individuazione di modalità alternative per coprire i costi di gestione del servizio, e la valorizzazione dei comportamenti virtuosi di consumo, raccolta e smaltimento dei rifiuti”. "Occorre mettersi subito al lavoro, enti locali e associazioni economiche insieme, per arginare l'impatto sui territori del nuovo tributo, i cui primi effetti già si stanno vedendo con gli acconti del mese di luglio”.

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