Ascoltare il cuore altrui. Quando l’empatia diventa essenziale

| di Mirko Mugnani
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Quando parliamo con una persona, al bar o al cinema, esercitiamo un’azione quotidiana e allo stesso tempo fondamentale; ascoltiamo chi ci è difronte.
Quanto detto non è mai così scontato, perché “ascoltare” è diverso da “sentire”.
Nella seconda ipotesi, il significato del rumore o del suono scivola via come l’acqua ospitata da un fiume, senza che questi si fermi nemmeno per un’istante.
Nella prima fattispecie, invece, le parole altrui sono molto più importanti, e spesso risultano come macigni, se negative. Chi non ha mai sentito dire “una parola può far male più di una pugnalata al cuore!”? Sicuramente, almeno una volta nella vita, tutti.

Una frase di troppo, o un commento pungente, può mettere in difficoltà e ferire chi si ha difronte, provocando reazioni inaspettate. E’ anche per questo che finiscono storie d’amore, e si generano conflitti irreparabili.

Le scuse, spesso, non bastano o aggravano addirittura la situazione, generando nuove discussioni o fraintendimenti.
Ricucire situazioni delicate, inevitabilmente, diventa un’impresa quasi impossibile. Ad esempio, l’ascolto profondo di una canzone, cambiando contesto, può generare effetti negativi o positivi; suscitare ricordi di un amore passato, o di un evento per noi doloroso. Questo perché il semplice “sentire” un qualcosa, non genera alcunché.
E’ l’abbinamento di ciò che percepiamo, ad un ricordo o ad un pensiero, che trasforma l’azione precedente (elementare) in una più complessa (l’ascolto stesso).

Un ascolto, che non ci rende solo persone più “umane”, ma ci rende anche più liberi. Una libertà, dettata spesso dalla consapevolezza di comprendere le emozioni e le esperienza altrui, che oltre ad essere importanti, il più delle volte, diventano anche essenziali.

Dal punto di vista istituzionale, e da non sottovalutare, sono anche i centri di ascolto. I Centri di Ascolto sono la manifestazione della solidarietà di una determinata comunità che, dettata da principi caritatevoli, si propone di offrire una serie di servizi legati all’accoglienza, all’ascolto, o al tutoraggio di persone in difficoltà. Le varie problematiche che affrontiamo ogni giorno, spesso, si rivelano quindi risolvibili attraverso una semplice parola di conforto, seguita da un ascolto, o da un normalissimo abbraccio, che non è assolutamente banale. Essere a contatto con le altre persone, confrontarsi o approcciarsi liberamente, non è un azione da farsi solo in momenti particolari, ma dovrebbe, invece, entrare nella routine e nella pratica quotidiana.

Mirko Mugnani

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