In data 5 ottobre, il Presidente dell'Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti ha denunciato il furto di svariate opere: la maschera mortuaria di Puccini realizzata da Jules Berchmans, artista belga cui fu commissionata l'opera dal figlio del Maestro nel 1925. Spariti, inoltre, diversi manoscritti del '500, '600 e '700 e alcune medaglie e monete storiche.
I Carabinieri della stazione di Lucca si sono messi subito all'opera, avviando indagini e perquisizioni nei confronti di chi commercializza e vive di antiquariato. La cernita è stata abbastanza veloce, poiché si tratta di un campo abbastanza ristretto di persone.
Nell'arco di soli due giorni, i militari hanno infatti rinvenuto gran parte delle opere trafugate, tra cui la maschera mortuaria del Maestro Giacomo Puccini.
I Carabinieri hanno denunciato in stato di libertà per ricettazione, 5 commercianti di antiquariato operanti nel territorio e nella provincia lucchesi:
- R. L. 53enne di Lucca, rivelatosi poi "ricettatore chiave" della vicenda
- D. T. P. di 57 anni, lucchese
- C. M. 52enne, M. A. 66enne e M. G. P. di 61 anni, tutti e tre capannoresi.
Inoltre è stato denunciato un uomo di Empoli per incauto acquisto: S. M. di 40 anni, infatti, aveva acquistato tutto il materiale cartaceo trafugato dall'Accademia per poco meno di 2.000 euro.
Per un certo verso, gli antiquari denunciati, fatta eccezione per R. L., sono vittime. Ma la loro esperienza, l'età e una certa conoscenza storico-artistica che possono vantare, avrebbero dovuto far riconoscere fin da subito che la merce che avevano di fronte era trafugata. Prezzo e modalità di trattativa erano un altro campanello d'allarme che avrebbe dovuto avvisare chi stava trattando con R. L. che c'era qualcosa di illecito.
Le opere non erano provviste di certificato di validità, necessario affinché l'opera sia considerata pezzo originale e di valore.
Inoltre, la notizia della scomparsa della maschera e dei manoscritti era su tutti i media locali.
La vicenda si è svolta in 3 diverse fasi:
Fase 1 - il furto materiale delle opere d'arte avvenuto il 4 ottobre.
Fase 2 - l'autore del reato ha affidato tutta la refurtiva ad un complice, in questo caso R. L., persona nota per trattative di antiquariato lecite e non.
Fase 3 - compra-vendita delle opere d'arte con terzi.
Dopo aver ricevuto la merce rubata, R. L. ha preso contatti con M. A. e M. G. P., sui amici antiquari di Capannori. Il primo ha svolto funzione da intermediario col secondo, che ha poi effettivamente comprato la maschera pagando circa 500 euro.
Per rendere la compra-vendita più "reale", R. L. ha pure inventato una storiella che avvalorasse la mancanza del supporto di legno nella parte inferiore della maschera. Infatti ha raccontato ai capannoresi che l'oggetto era una terza copia "inedita", fatta di nascosto dallo stesso Jules Berchmans, per sé stesso.
Nel tempo poi, era finita nella soffitta di una famiglia che aveva deciso di disfarsene. Tuttavia, il tempo trascorso nel sottotetto di quella casa, aveva fatto marcire il legno della base.
Una storiella ricca di dettagli e particolari, che ha fatto abboccare l'acquirente, il quale si è poi dichiarato in "buona fede" e all'oscuro del fatto che quell'opera fosse stata trafugata.
"Vittima" dell'antiquario lucchese, anche l'uomo di Empoli che per 1.800 euro circa ha acquistato grosse quantità di materiale cartaceo. Pur sprovvisti di certificati di validità, l'uomo ha deciso di comprarli, fidandosi della promessa di R. L.: "Ti farò avere i certificati in futuro".
Gran parte della refurtiva è stata recuperata dai Carabinieri di Lucca Centro, e riconsegnata ufficialmente a Raffaello Nardi, presidente dell'Accademia, che ha dichiarato: "Sono stupito dalla velocità con cui hanno operato. Le indagini hanno portato al ritrovamento di gran parte delle opere nell'arco di un paio di giorni. L'Accademia è nata nel '500, e custodisce un enorme tassello della storia lucchese e toscana".