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Lucca, tra le città preferite per il turismo slow dei pensionati d’oltreoceano

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Una città toscana incarna la filosofia del turismo slow più delle altre, stiamo parlando di Lucca. Mura antiche, strade tranquille, piazze che invitano a fermarsi e scambiare due parole, conoscere altre persone, condividere una quotidianità che ha il gusto dello stile italiano.

Lucca è una città semplicemente “Bella”, vivibile per chi la abita, ma anche per il turista. Non ci sono file interminabili per monumenti e musei, non ci sono punti di interesse con gruppi  di persone in coda per un selfie. Un modello di città che nel tempo è diventato una metà ambita dai pensionati d’oltreoceano, persone che non cercano la movida, ma luoghi in cui vivere esperienze vere e autentiche, lontane dal modello frenetico dei grandi itinerari turistici contemporanei.

Questo approccio si ritrova anche nell’atteggiamento che assumono i vari attori impegnati nelle attività turistico-ricettive, dai B&B agli organizzatori di tour guidati. Un’esperienza di turismo consapevole che si vede sin dal benvenuto con welcome kit pensati non come semplici gadget ma come strumenti utili per vivere la città. Oggetti pratici, discreti, quotidiani, che accompagnano il visitatore nelle passeggiate, negli spostamenti a piedi, nei piccoli rituali giornalieri: dai burrocacao personalizzabili con il logo aziendale ai porta pranzo riutilizzabili, dai contapassi pensati per misurare il tempo più che la distanza, alle mappe illustrate della città. Questi oggetti rafforzando l’idea di un’accoglienza attenta e non invasiva, perfettamente in linea con la filosofia del turismo slow.

Il fascino eterno di Lucca

La tradizionale passeggiata sulle mura di Lucca, o i percorsi da attraversare in bicicletta in mezzo alla natura, piuttosto che fermarsi a leggere un libro in uno dei tanti caffè del centro storico… sono esperienze classiche del turismo slow.

Le piazze della città sembrano uscite dal pennello di un artista rinascimentale, i vicoletti sono una ragnatela di modi per visitare il centro, hanno un fascino retrò impreziosito dalle tante botteghe di artigianato. Lucca è lontana dal concetto di meta per il turismo di massa, molti viaggiatori la preferiscono ad altre destinazioni italiane perché preferiscono  la qualità del tempo trascorso alla quantità di luoghi visitati. Non sorprende quindi che molti pensionati americani, stanchi dei soliti circuiti turistici, scelgano Lucca per lunghi soggiorni

Nuove professioni, servizi creativi e l’economia dell’accoglienza locale

In risposta a questa crescente domanda di esperienze autentiche, molti giovani di Lucca hanno colto l’opportunità di reinventare la propria attività professionale.

Per le strade si incontrano guide turistiche indipendenti, disponibili non solo per i classici tour storico-artistici, ma anche per passeggiate tematiche legate alla gastronomia, all’artigianato o alle tradizioni locali. Queste guide, spesso giovani lucchesi, diventano interpreti della cultura locale, capaci di mediare tra passato e presente con sguardo appassionato.

Altra figura che negli ultimi anni ha avuto un discreto successo è il personal shopper, professionista che aiuta i visitatori ad orientarsi tra le botteghe artigiane e le piccole eccellenze enogastronomiche del territorio, suggerendo prodotti autentici e raccontando le storie che rendono ogni oggetto unico.

I restaurant advisors poi emergono come esperti del gusto, capaci di consigliare ristoranti e trattorie che non sono nelle guide stellate, ma che offrono quella cucina casalinga e genuina che molti turisti stranieri cercano per vivere davvero la cultura culinaria toscana.

Non mancano soluzioni creative per rendere memorabile ogni soggiorno: piccole aziende locali offrono welcome kit personalizzati, oggetti utili come portapranzo, contapassi, burrocacao o articoli di uso quotidiano stampati con il logo aziendale. Questi oggetti, oltre ad essere apprezzati come ricordo pratico, diventano strumenti di marketing potente: regalare qualcosa di utile a un turista significa stimolare conversazioni spontanee, raccomandazioni tra amici e, soprattutto, un passaparola positivo che è il miglior biglietto da visita per chi promuove il territorio.

Airbnb ed esperienze locali: un valore aggiunto per il turismo slow

Le piattaforme di affitti brevi hanno trasformato il modo in cui i visitatori vivono la propria permanenza a Lucca. Con migliaia di alloggi disponibili nel centro storico o a un passo dalle mura della città, molte strutture offrono soggiorni prolungati e confortevoli, ideali per chi desidera esplorare il territorio. 

Oltre al semplice alloggio, crescono le cosiddette Airbnb Experiences: passeggiate guidate con esperti del luogo, degustazioni di vini e prodotti tipici, attività artistiche o corsi di cucina in fattorie toscane. Queste esperienze — pensate e realizzate da lucchesi — permettono ai visitatori di entrare in contatto diretto con la comunità locale, di toccare con mano le tradizioni e di sperimentare cose che non si trovano sulle classiche mappe turistiche. È qui che la dimensione del turismo slow trova la sua massima espressione: non si tratta solo di vedere, ma di capire, imparare e ricordare.

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