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Giovane morto nel sottopasso, arrestato lo spacciatore che gli fornì la droga

La Redazione
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Si è conclusa con due arresti l'indagine svolta dai Carabinieri, in stretta collaborazione con la Polizia, a seguito del ritrovamento del corpo ormai esanime del giovane Petri Manuel (QUI l'articolo)

Era il 21 maggio quando, nei pressi del sottopasso di San Concordio, tra i due istituti Esedra e Pertini, i Carabinieri rinvennero la salma del 25enne lucchese.

Fin da subito i militari avevano ipotizzato che la morte fosse riconducibile a motivi legati alla droga e, i successivi esami tossicologici, confermarono infatti che il decesso era stato causato proprio da una overdose.

Seguendo dunque la pista fornita dall'autopsia e ricollegando un fatto avvenuto la sera precedente, i militari hanno ricostruito la dinamica esatta dell'accaduto.

La sera del 20 maggio infatti un coetaneo di Manuel era stato ricoverato d'urgenza all'ospedale Campo di Marte. Ad avvisare il 118 erano stati i titolari di un esercizio commerciale del centro che lo avevano visto accasciarsi al suolo improvvisamente nei pressi di Porta San Pietro.

La causa del malore, accertata dai medici di turno, era stata una overdose da sostanza stupefacente.

I tabulati telefonici, esaminati nel dettaglio dai militari, hanno successivamente evidenziato che il giovane, poche ore dopo, una volta ripresosi, aveva tentato di raggiungere telefonicamente Manuel.

I due infatti avevano acquistato insieme dell'eroina e, dopo essersi "fatti", si erano separati. Manuel si era allontanato verso San Concordio, e l'amico verso il centro storico. Dopo esser stato soccorso, il giovane aveva dunque cercato di rintracciare Manuel per sapere come stesse, e capire se anche lui si fosse sentito male, ma purtroppo era ormai troppo tardi.

Manuel si era accasciato nel sottopasso dove però, data l'ora tarda, nessuno lo aveva notato e così per lui non c'è stato niente da fare. Fu rinvenuto da un passante solo al mattino seguente, orami esanime, coricato sul ciglio del marciapiede.

Le indagini svolte dei militari hanno portato all'arresto di Boumardasse Omer, classe 1979, residente a Lucca – nei pressi della Stazione Ferroviaria -, ma di origini marocchine, pregiudicato sotto sorveglianza speciale (lo scorso anno era infatti stato arrestato dalla Polizia sempre per spaccio di sostanze stupefacenti). La sera del 20 maggio fu proprio lui ha rifornire i due giovani di eroina.

Le accuse mosse dagli inquirenti a Boumardasse sono dunque quelle di procurata morte come conseguenza di altro reato e di spaccio continuato nel tempo. Insieme all'ordinanza di carcerazione di Boumardasse è arrivata anche la convalida di arresto del suo braccio armato, Maallaoui Abderrazak, 42enne tunisino, colto il flangranza di reato mentre spacciava nei pressi del parcheggio dell'Ospedale Campo di Marte.

Secondo le intercettazioni dei militari Boumardasse riceveva gli ordini telefonicamente, in un linguaggio cifrato; ordini la cui esecuzione era poi rimandata a Maallaoui.

Nelle perquisizioni effettuate presso le abitazioni dei due extracomunitari i carabinieri hanno rinvenuto circa 30 grammi tra eroina e cocaina, oltre ad ingenti quantitativi di hashish.
Territorio di spaccio prediletto dagli arrestati era la zona circoscritta tra la Stazione Ferroviaria, Porta San Pietro, il baluardo San Colombano e Porta Elisa.

La lunga e complessa indagine svolta da Carabinieri e Polizia al fine di reperire prove ed indizi sufficienti all'incriminazione dei due malviventi ha così chiuso il triste episodio che portò alla morte del giovane Manuel, alla cui famiglia rinnoviamo le nostre più sentite condoglianze.

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