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Banco della discordia in S. Michele, il caso arriva in Sovrintendenza

La Redazione
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La situazione di Piazza San Michele è giunta ad una impasse tra atti pubblici, verifiche, controlli, interventi di associazioni, ricorsi di commercianti ed una grande risonanza mediatica. E tutto resterà immobile, e almeno per il momento irrisolto, sino al 26 marzo, quando il Tar si pronuncerà a riguardo.

Al centro della bufera, il banco della signora Banchieri.

Il "Ciccisbanco" infatti è collocato di fronte alla Tana del Boia, locale dal quale è proprio scaturita la vicenda.
A maggio 2013 Francesca, titolare dell'attività prese la decisione di trasferirsi da Chiasso Barletti a Piazza San Michele, motivata dal fatto di poter diventare pubblico esercizio - cosa che non le era possibile nella vecchia ubicazione - ed aumentare la clientela intercettando un maggior numero di turisti, ovviamente più presenti nella piazza.

Sperando di poter raggiungere un accordo con Luciana Banchieri, l'ambulante di fronte al locale, Francesca Valle provò a ritagliarsi uno spazio per poter poi inoltrare richiesta di posizionare dei tavolini esterni. 
Trattativa risultata impossibile e dalla quale è scaturita la bufera che, alla fine "delle danze", è costata proprio alla Tana del Boia che ha perso una intera stagione turistica senza poter esporre quei tanto agognati tavolini. Questo perché il banco non si è mosso.

Esasperata ed arrabbiata ha chiesto perfino il nostro intervento, dal quale poi la vicenda è letteralmente esplosa (QUI l'articolo).

Dopo mesi, però, questa storia non ha ancora una fine, ma anzi, si trova in una fase di stallo che vede la signora Luciana Banchieri al solito posto, la Tana del Boia impossibilitata a posizionare dei tavoli e la pizzeria di Pellegrini intenzionata a difendere il suolo sul retro del coro della chiesa, dove ha posizionato i propri tavoli. 

Francesca Valle, con lo scopo di fare chiarezza e porre fine a questa situazione di stallo, ha deciso di rivolgersi alla Sovrintendenza: "Il mio scopo non è quello di arrecare danno ad altri commercianti o al banco stesso.
L'attività ambulante potrebbe benissimo trovare collocazione a Palazzo Pretorio senza causare disagi ad altre attività. Ma al momento a rimetterci sono io.
Inoltre la posizione e le dimensioni del banco stesso coprono completamente il mio locale, che diventa impossibile da vedere dalla piazza".


"Il banco viene montato ogni giorno abusivamente rispetto al Regolamento Comunale al commercio su aree pubbliche del 2001 - scrive Francesca Valle alla Sovrintendenza - Il luogo individuato per il banco era dietro il coro di San Michele, vista l'importanza storica e monumentale della piazza. E anche se il Comune ha approvato lo spostamento dietro il coro della chiesa, non ha mai incaricato gli organi preposti a verificare l'effettivo trasloco". 

"Ma dal momento che 
i lavori di manutenzione del coro della chiesa - prosegue Valle sono iniziati e terminati ben prima della redazione del regolamento, non essendo quindi ravvisabili cause di forza maggiore e non essendo reperibili agli atti documenti che autorizzino alcun tipo di modifica del posizionamento del banco, risulta grave che in 14 anni nessuno si sia mai accorto che veniva commesso un atto di volontario abusivismo alla luce del sole e nel bel mezzo della piazza più importante della città. 
Visto che sono terminati i lavori di ripristino della pavimentazione del sagrato, promossi dalla Sovrintendenza stessa, e volti al recupero e alla valorizzazione dell'intera piazza, appare ancor più appropriato un intervento tempestivo e incisivo per mettere fine allo scempio che quotidianamente si verificia da 14 anni in piazza San Michele".






 

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