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L’amministrazione comunale incontra il comitato di Pontetetto

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Il sindaco Alessandro Tambellini insieme all’assessore alle politiche abitative Antonio Sichi incontreranno il comitato di Pontetetto a palazzo Orsetti lunedì prossimo (2 febbraio) alle 10. Nell’intento dell’amministrazione comunale l’appuntamento dovrà servire innanzitutto ad ascoltare le preoccupazioni emerse sulla variante -la cui proposta è stata approvata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti- che servirà a chiudere nel 2015 il Contratto di Quartiere riqualificando il sistema di edilizia residenziale pubblica dell’intera zona.

L’amministrazione comunale, che ha già illustrato nel corso di diverse occasioni pubbliche il progetto in questione, ribadisce che la variante ha essenzialmente due scopi.

Il primo è quello di recuperare 14 alloggi che nel progetto originario risalente al 2005 erano destinati alla demolizione. In questo modo sarà possibile dare ulteriori risposte al bisogno abitativo che fra il 2005 e oggi, a dieci anni di distanza e con l’avvento di una crisi economica di proporzioni mondiali, ha avuto una fortissima impennata. Basti citare a questo proposito il dato della lista di attesa di coloro che hanno fatto richiesta di un alloggio Erp: sono infatti 622 i cittadini che avendo tutti i requisiti chiesti dal bando per l’assegnazione di una casa popolare sono tuttora in attesa di potervi accedere, mentre nel 2009 erano 478.  In particolare i nuovi alloggi che verranno recuperati saranno destinati a nuclei mono genitoriali (madre e figlio), a giovani famiglie, alla coabitazione di singoli e alla coabitazione di padri separati. Peraltro nell’edificio che si andrà a recuperare l’amministrazione comunale precedente aveva già investito negli anni circa 300.000 euro per adeguare le abitazioni. Come è stato già spiegato a più riprese, l’amministrazione comunale ribadisce inoltre che non esiste nessun tipo di corsia preferenziale dedicata ai cittadini extracomunitari per l’accesso all’abitazione e si rimarca altresì che su una lista di attesa di oltre 600 persone, il 60% sono cittadini italiani e il restante 40% cittadini stranieri. Quindi è assolutamente errato sostenere che si costruiscono nuovi alloggi “per gli extracomunitari”: i nuovi alloggi infatti sono per i cittadini, tutti i cittadini, che hanno diritto all’abitazione.

Il secondo scopo della variante è quello di riqualificare gli spazi e migliorare la qualità della vita delle famiglie che vi abitano. In particolare, con il mantenimento dei 14 alloggi inizialmente destinati alla demolizione e adesso recuperati, la piazza centrale verrà ridimensionata, ma grazie alla sua posizione baricentrica rispetto al quartiere svolgerà quella funzione di spazio di aggregazione per cui era stata progettata. Verrà recuperato il campo da calcio e verrà realizzata un’area a verde che servirà anche alla pratica degli orti sociali. Verrà realizzato un parco attrezzato per le famiglie e, come è stato richiesto dagli abitanti durante l’inaugurazione del nuovo centro di mediazione, verrà riqualificato il vialetto centrale. Per quanto riguarda l’edificio commerciale/direzionale che dovrà essere realizzato dal privato al posto di due edifici fatiscenti e cedendo al Comune gratuitamente 300 metri quadrati che avranno destinazione sociale, alla luce della realtà attuale dell’offerta immobiliare e del probabile scenario futuro, l’amministrazione prevede concretamente la possibilità di realizzare qui servizi commerciali di piccola e media distribuzione collocati in un edifico monopiano, dotato di nuove tecnologie a risparmio energetico in classe “A” e parcheggi a raso. Il tutto con una riduzione dei costi di realizzazione e un impatto urbanistico ridotto rispetto al progetto originario.

Infine relativamente allo spazio di mediazione alla ex sede dei vigili, l’amministrazione fa presente e ribadisce che questo luogo, dove ha sede la Fondazione Casa, è aperto alle iniziative di tutti i cittadini del quartiere e che la richiesta di poterlo avere a disposizione per un incontro da parte dei cittadini è pervenuta agli operatori della Fondazione martedì 27 gennaio e questa mattina (giovedì 29), la risposta (positiva) è stata data: quindi ci sono voluti 2 giorni.

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